Viaggio tra le Fortezze Veneziane del nord Italia

Ci sono legami che non si spezzano. Succede con le persone, ma anche con i luoghi, spesso distanti tra loro eppure così vicini per conformazione, dettagli e tradizioni, che è possibile sentire l’eco di uno visitandone un altro, in un continuo gioco di rimandi e suggestioni che stupiscono e ammaliano per la loro inaspettata somiglianza.

Succede così che tre regioni diverse, su al Nord Italia, siano per esempio accomunate da un’unica grande Storia, quella del sistema delle Fortezze Veneziane, riconosciuto nel 2017 come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, all’interno del sito seriale “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar occidentale”, e che insieme a città estere come Zara, Sebenico, Traù e Cattaro, siano oggi al centro di uno dei percorsi più inditi ed entusiasmanti del Paese grazie a tre destinazioni: Bergamo, Peschiera e Palmanova.

Tre città, un DNA comune, che affonda le radici nella stessa visione strategica e urbanistica, riconoscibile ancora oggi nelle forme delle mura, dei bastioni e delle piazze che accolgono la vita cittadina: luoghi pensati secoli fa come strumenti di difesa che oggi, invece, si lasciano scoprire lentamente, grazie a percorsi di visita che spaziano dal trekking urbano e in bicicletta a passeggiate storiche ed esperienze immersive.

Bergamo

Il nostro viaggio inizia da qui, da quelle Mura Veneziane che caratterizzano uno dei centri storici più suggestivi della Lombardia, quello di Bergamo Alta, il cui tracciato – risalente al 1561- si estende per ben sei chilometri seguendo l’andamento naturale del colle. Considerate estremamente all’avanguardia per l’epoca, le mura veneziane furono fra i sistemi difensivi più sofisticati del Cinquecento: Camminando lungo i bastioni, si percepisce ancora la logica strategica che ne guidò la costruzione grazie alla presenza di torri, postazioni per artiglieria e passaggi coperti che permettevano allora di controllare ogni angolo della pianura sottostante e oggi di godere di una vista decisamente privilegiata su tutto ciò che le circonda.

Attraverso le imponenti porte monumentali — Porta San Giacomo, Porta Sant’Agostino, Porta Sant’Alessandro e Porta San Lorenzo — si accede a Piazza Vecchia, cuore pulsante del centro storico, dominata dal Palazzo della Ragione e dalla Torre Civica, meglio conosciuta come Campanone, che dall’alto dei suoi 52 metri abbraccia l’intera città regalando uno scorcio inedito anche della Basilica di Santa Maria Maggiore, capolavoro del romanico lombardo. Romanica fuori, gotica e barocca all’interno, la basilica, accoglie tra le sue navate ricche di stucchie e di arazzi, un vero e proprio capolavoro, il coro ligneo realizzato su disegni di Lorenzo Lotto, considerato uno dei più importanti esempi di intarsio rinascimentale della nazione. La vicina Cappella Colleoni completa la visita del complesso monumentale, con la facciata in marmi policromi e i sontuosi interni, racchiudendo secoli di arte e devozione in un unico e sorprendente spazio.


Oltre a storia e architettura, Bergamo seduce anche chi ama il gusto: la città offre esperienze che uniscono tradizione e piacere dei sensi, come Osteria Nonna Alda, dove è possibile cimentarsi nella preparazione dei tipici casoncelli in un laboratorio pratico che trasforma la cucina in un’esperienza divertente e coinvolgente. Da Antica Trattoria La Colombina e Trattoria Il Circolino si ripercorre l’antica cucina bergamasca grazie a taglieri di polenta taragna, brasato, formaggi e salumi, mentre a Scanzorosciate, la Cantina Martinelli offre visite guidate e degustazioni del pregiato Moscato di Scanzo DOCG, l’unico vino a denominazione garantita della provincia.

Peschiera del Garda

Seconda tappa del tour, Peschiera del Garda, che sorprende per il perfetto equilibrio tra storia e paesaggio. La città sorge nel punto in cui il Lago di Garda dà origine al fiume Mincio, e la sua celebre pianta pentagonale racconta ancora oggi l’ingegno dei progettisti veneziani: bastioni, cortine murarie e fossati si intrecciano con l’acqua, parte integrante ed essenziale del sistema difensivo.

Varcando Porta Verona o Porta Brescia, si entra nel grazioso centro storico, il cui cuore si sviluppa lungo il Canale di Mezzo, uno degli assi principali della città fortificata, progettata nel XVI secolo per controllare un nodo strategico tra lago e pianura. Passata sotto il dominio francese durante le campagne napoleoniche, Peschiera entrò successivamente a far parte del sistema difensivo del Quadrilatero austriaco, insieme a Verona, Mantova e Legnago, divenendo oggi una delle mete più apprezzate anche dal turismo internazionale, tra scorci romantici e locali tipici che permettono di assaporare i prodotti del territorio, come Sapori in Cantina, che grazie alla sua selezione di vini locali e le sue ricette genuine regala un’esperienza di gusto a km 0.

Palmanova

Il nostro viaggio si conclude in Friuli Venezia Giulia, precisamente a Palmanova, capolavoro urbanistico del tardo Rinascimento. Fondata nel 1593 dalla Repubblica di Venezia, fu progettata fin dall’inizio come città ideale e ancora oggi conserva intatta la sua straordinaria pianta a stella a nove punte, articolata in tre cerchie concentriche di bastioni, fossati e terrapieni.

Ciò che colpisce a colpo d’occhio è l’armonia del disegno urbano: tutto segue una logica geometrica rigorosa, in cui ogni elemento è perfettamente calibrato all’altro: strade, porte d’accesso — le monumentali Porta Udine, Porta Cividale e Porta Aquileia — e Piazza Grande sembrano far parte di un’unica, grande scenografia, pensata nei minimi dettagli per coniugare funzionalità difensiva e perfezione formale. Per scoprirla al meglio, il consiglio è quello di perdersi tra le sue strade, i suoi bastioni e le suggestive gallerie, che restituiscono tutta la complessità di uno dei più ambiziosi progetti urbani realizzati dalla Serenissima, ma anche attraverso proposte più immersive e moderne come il Virtualift, un’installazione multimediale che, grazie a proiezioni e ricostruzioni digitali, consente di osservare dall’alto la celebre pianta stellata della città e comprenderne il funzionamento.

Prima di terminare la visita, una sosta al Ristorante Il Melograno regala un’incursione autentica tra i sapori locali grazie a ricette rivisitate in chiave moderna e un’attenzione speciale ad opzioni vegane e senza glutine per un viaggio che unisce gusto, sostenibilità e buona cucina.

Che ne dite, si parte?

Related Posts

by
Previous Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares